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LA PASTIERA DI RISO

LA PASTIERA DI RISO

La pastiera è uno dei dolci più amati e rappresentativi della tradizione pasquale napoletana. Meno conosciuta rispetto alla classica pastiera con il grano, la pastiera di riso è una variante altrettanto gustosa e semplice da preparare, perfetta per chi preferisce un dolce meno ricco ma altrettanto delizioso. In questo articolo vi guiderò passo passo nella preparazione di una pastiera di riso completa ma semplice, ideale per portare in tavola un dolce che unisce tradizione e leggerezza.

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LA PASTIERA NAPOLETANA

Indice

Origini della Pastiera di Riso

La pastiera di riso, come la versione classica con il grano, ha origini antichissime e affonda le radici nella cultura contadina campana. Il riso, ingrediente meno comune nelle pastiere tradizionali, è diventato un’alternativa per chi non ama o non può utilizzare il grano. La sua preparazione è più veloce e il risultato è un dolce dal sapore delicato, arricchito dagli aromi tipici della pastiera: fiori d’arancio, cannella, e scorza di agrumi.

Ingredienti per la Pastiera di Riso

Per una tortiera da 24 cm di diametro, vi serviranno:

La pasta frolla:

  • 300 g di farina 00
  • 150 g di burro freddo
  • 120 g di zucchero
  • 1 uovo intero + 1 tuorlo
  • Scorza grattugiata di 1 limone
  • Un pizzico di sale

Il ripieno:

  • 250 g di riso carnaroli o arborio
  • 1 litro di latte intero
  • 200 g di zucchero
  • 3 uova intere + 1 tuorlo
  • 250 g di ricotta fresca (meglio quella di pecora, ben scolata)
  • 50 g di canditi misti (arancia e cedro)
  • 1 cucchiaino di estratto di fiori d’arancio o acqua di fiori d’arancio
  • Scorza grattugiata di 1 arancia e 1 limone
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • Un pizzico di sale

Preparazione della Pastiera di Riso

1. Preparare la pasta frolla

Iniziate dalla pasta frolla, che deve riposare in frigorifero per almeno un’ora. In una ciotola capiente o sulla spianatoia, disponete la farina a fontana. Al centro mettete il burro freddo a pezzetti e iniziate a lavorare velocemente con la punta delle dita fino a ottenere un composto sabbioso. Aggiungete lo zucchero, le uova, la scorza di limone e un pizzico di sale. Lavorate l’impasto il meno possibile, fino a ottenere una palla liscia e omogenea. Avvolgetela nella pellicola trasparente e lasciatela riposare in frigorifero.

2. Cuocere il riso

Versate il latte in una casseruola, aggiungete un pizzico di sale e portate a ebollizione. Versate il riso e cuocetelo a fuoco basso mescolando spesso finché il latte non viene completamente assorbito e il riso è morbido ma non troppo cremoso (ci vorranno circa 30-35 minuti). A fine cottura lasciate raffreddare.

3. Preparare il ripieno

In una ciotola capiente, lavorate la ricotta con lo zucchero fino a ottenere una crema liscia. Aggiungete le uova, una alla volta, mescolando bene. Unite il riso raffreddato, la scorza grattugiata degli agrumi, la cannella, i canditi e l’estratto di fiori d’arancio. Mescolate bene fino a ottenere un composto omogeneo e profumato.

4. Assemblare LA PASTIERA DI RISO

Riprendete la pasta frolla dal frigorifero, tenendone da parte una piccola quantità per le strisce decorative. Stendete la pasta con un mattarello su una superficie infarinata, fino a uno spessore di circa mezzo centimetro. Foderate una tortiera imburrata e infarinata con la pasta frolla, ritagliando i bordi in eccesso.

Versate il ripieno di riso nella tortiera e livellate bene. Con la pasta messa da parte, formate delle strisce larghe circa 1 cm e disponetele a griglia sulla superficie della pastiera.

Cottura della LA PASTIERA DI RISO

1. Forno Classico (Il Metodo Ideale)

È il sistema migliore perché il calore costante permette all’umidità del riso di evaporare lentamente.

  • Modalità: Statico (evita il ventilato, che asciuga troppo la frolla e la spacca).
  • Temperatura: 170°C- 175°C
  • Posizione: Ripiano medio-basso.
  • Tempo: 60-80 minuti.
  • Segnale di cottura: La pastiera è pronta quando il ripieno è gonfio e la superficie è color “caramello scuro”. Se la muovi, il centro deve oscillare appena (come un budino sodo), non essere liquido.

2. Friggitrice ad Aria (Air Fryer)

È possibile, ma essendo un fornetto ventilato molto potente, il rischio è di bruciare sopra e avere il fondo crudo.

  • Accorgimento: Devi usare una tortiera che entri nel cestello lasciando un po’ di spazio per l’aria.
  • Temperatura: Più bassa del forno, circa 150°C- 155°C.
  • Tempo: 40-50 minuti.
  • Trucco: Copri la pastiera con un foglio di alluminio (senza toccare la frolla) per i primi 30 minuti, poi toglilo per far dorare le strisce negli ultimi 15 minuti. Questo protegge il ripieno dal calore troppo diretto.

Lasciate raffreddare la pastiera completamente a temperatura ambiente. Per ottenere un risultato migliore, è consigliabile far riposare il dolce per almeno 12 ore prima di servirlo, in modo che i sapori si amalgamino perfettamente.

Consigli per una Pastiera di Riso Perfetta

  • Utilizzate una ricotta di buona qualità, ben scolata e setacciata, per evitare che il ripieno risulti troppo umido.
  • La cottura del riso è fondamentale: deve essere morbido ma non sfatto, per mantenere una buona consistenza nel ripieno.
  • I canditi possono essere sostituiti o arricchiti con gocce di cioccolato o frutta secca a piacere.
  • Se amate i profumi più intensi, potete aggiungere anche un pizzico di vaniglia al ripieno.
  • La pastiera si conserva bene per 2-3 giorni in frigorifero e può essere gustata anche fredda o leggermente riscaldata.

La pastiera di riso è un dolce che coniuga semplicità e tradizione, perfetto per chi desidera un’alternativa più leggera alla classica pastiera di grano. La sua preparazione richiede pochi passaggi, ma il risultato è un dessert ricco di aromi e gusto, ideale per celebrare la Pasqua o qualsiasi occasione speciale con un tocco di dolcezza partenopea.

Provate la nostra ricetta e lasciatevi conquistare dal sapore delicato e avvolgente della pastiera di riso, un piccolo capolavoro della pasticceria napoletana che non delude mai.

Buona preparazione e buon appetito!

La pastiera di riso non è semplicemente una “variante”

Un dolce con una propria identità storica e geografica molto forte, radicata soprattutto tra Salerno e Benevento.

Ecco alcune curiosità che probabilmente non conosci:

1. È nata prima lei o quella di grano?

Molti storici della gastronomia e abitanti del salernitano sostengono che la pastiera di riso sia più antica di quella di grano. Il motivo è logico: in passato il grano era disponibile quasi esclusivamente a ridosso del raccolto (vicino a Pasqua), mentre il riso si conservava facilmente tutto l’anno. Questo permetteva di preparare il dolce in qualsiasi momento.

2. Salerno: l’antica “Capitale del Riso”

Ti sembrerà strano associare il riso alla Campania, ma tra il 1500 e il 1800 la provincia di Salerno (specialmente la zona di Paestum) era un’area di grandissima produzione di riso. Furono i medici della Scuola Medica Salernitana a incentivarne la coltivazione per le sue proprietà curative. La pastiera di riso nacque proprio per valorizzare questo “oro bianco” locale.

3. L’antenata fatta con la pasta

Prima del riso e del grano, la pastiera si faceva… con la pasta! Il nome stesso “Pastiera” deriva probabilmente dall’uso di pasta lessata (spaghetti o capellini) mescolata a uova e ricotta. In alcune zone del casertano, come a Mondragone, questa tradizione vive ancora oggi. Il riso fu il primo sostituto “nobile” della pasta in questa ricetta.

4. La variante di Morcone

Esiste una versione molto specifica e pregiata: la pastiera di Morcone (Benevento). Qui il riso è d’obbligo, ma il vero segreto è la ricotta di pecora Laticauda, una razza tipica del luogo che produce un latte particolarmente grasso e dolce, rendendo il ripieno incredibilmente cremoso.

5. Un dolce LA PASTIERA DI RISO “naturalmente” inclusivo

Senza saperlo, la tradizione ha creato un dolce perfetto per i tempi moderni: se si utilizza una pasta frolla senza glutine, la pastiera di riso diventa il dolce pasquale ideale per chi soffre di celiachia, mantenendo intatto il sapore e la consistenza della tradizione.


In breve: le differenze col la Napoletana

CaratteristicaPastiera NapoletanaPastiera di Riso
CerealeGrano cottoRiso (spesso tipo Originario o Arborio)
ConsistenzaPiù rustica e “masticabile”Più vellutata, simile a un budino sodo
Cuore GeograficoNapoliSalerno, Benevento, Cilento
AromiMillefiori e CannellaSpesso più agrumata (limone/arancia)

Due aspetti tecnici per un risultato professionale della PASTIERA DI RISO :

1. Quale riso scegliere al supermercato?

Non tutti i risi sono uguali. Per la pastiera ti serve un riso che faccia due cose: rilasci amido (per legare la crema) e diventi tenero senza però sparire completamente.

  • L’ideale: Riso Originario (o Comune). È il riso a chicco corto e tondo usato per le minestre o i dolci di riso. Cuoce in fretta, scuoce bene e crea una consistenza quasi “budinosa”.
  • L’alternativa: Riso Arborio o Roma. Sono risi da risotto. Vanno bene perché hanno molto amido, ma assicurati di cuocerli nel latte qualche minuto in più rispetto ai tempi indicati sulla confezione.
  • Cosa evitare: Assolutamente no il riso Parboiled (quello che non scuoce mai) o i risi profumati come Basmati o Jasmine, che hanno aromi che cozzano con l’acqua di millefiori.

2. Come evitare che la frolla si spacchi

Il “crack” sulla superficie o i bordi che si rompono sono gli incubi di ogni pasticciere. Ecco i trucchi per evitarli:

  • La temperatura degli ingredienti: Quando unisci il riso alla crema di ricotta, assicurati che il riso sia completamente freddo (meglio se fatto il giorno prima e tenuto in frigo). Se il riso è tiepido, farà sciogliere il burro della frolla prima ancora che entri in forno, facendola cedere.
  • Non montare troppo le uova: Quando prepari il ripieno, mescola con una frusta a mano o una forchetta, non usare lo sbattitore elettrico. Se incorpori troppa aria, in forno la pastiera si gonfierà come un soufflé e poi, raffreddandosi, “collasserà” creando le crepe sulla superficie.
  • La cottura “dolce”: Se vedi che la pastiera si gonfia troppo in forno, abbassa la temperatura di 10 gradi e socchiudi leggermente lo sportello del forno (metti un cucchiaio di legno nella fessura) negli ultimi 10 minuti. Questo farà uscire il vapore in eccesso.
  • Lo shock termico: Una volta cotta, non tirarla subito fuori dal forno. Spegni il forno, apri leggermente lo sportello e lasciala riposare lì dentro per mezz’ora. Lo sbalzo termico improvviso è la causa principale delle spaccature.

Un piccolo trucco da “nonna”

Se vuoi una consistenza ancora più raffinata, una volta cotto il riso nel latte, puoi frullarne una piccola parte (circa un terzo) con un mixer a immersione e lasciarne il resto intero. Otterrai una cremosità incredibile ma sentirai comunque il chicco sotto i denti.

L’uso dello strutto (la nzogna, in dialetto) è il vero segreto della pasticceria tradizionale del Sud Italia. Sebbene oggi molti preferiscano il burro per un gusto più moderno, lo strutto è tecnicamente superiore per questo tipo di dolci.

Perché usare lo strutto?

  • La Friabilità: Lo strutto ha una composizione di grassi che non crea una rete elastica con la farina. Il risultato è una frolla che si scioglie letteralmente in bocca, molto più “leggera” (al morso) rispetto a quella al burro.
  • Resistenza all’umidità: La pastiera di riso è un dolce molto umido. Lo strutto impermeabilizza la frolla meglio del burro, impedendo al guscio di diventare molle dopo un giorno. La base resterà croccante più a lungo.
  • Punto di fumo: Lo strutto regge meglio le cotture lunghe (come l’ora e passa richiesta dalla pastiera) senza bruciare o cambiare sapore.

La Ricetta della Frolla Tradizionale

Per una pastiera media, usa queste proporzioni:

  • 500g di Farina 00
  • 200g di Strutto (fresco, possibilmente preso dal macellaio)
  • 200g di Zucchero semolato (o finissimo per una trama più liscia)
  • 3 Uova medie (o 2 uova e 2 tuorli per un colore più dorato)
  • Un pizzico di sale
  • Scorza di limone grattugiata

Il procedimento:

  1. Lavora la farina con lo strutto “a pizzichi” fino a ottenere un composto sabbioso. Lo strutto deve essere a temperatura ambiente, non freddo di frigo come si fa col burro.
  2. Aggiungi lo zucchero, gli aromi e infine le uova.
  3. Impasta il meno possibile: appena il panetto è omogeneo, fermati.
  4. Fondamentale: Lo strutto rende l’impasto molto morbido. Deve riposare in frigorifero per almeno 2-3 ore (o meglio tutta la notte) per rassodarsi e permetterti di stenderlo senza che si rompa.

Un piccolo segreto aromatico

Nella frolla antica salernitana, insieme alla scorza di limone, si usava aggiungere un goccio di liquore Strega. È un liquore di Benevento a base di erbe e zafferano che si sposa divinamente con il riso e la ricotta, richiamando i profumi tipici delle zone interne della Campania.

Consiglio per la stesa: Poiché la frolla allo strutto è molto delicata, stendila tra due fogli di carta forno. Ti aiuterà a trasferirla nella tortiera senza che si sbricioli tra le mani.

CAPPIDDUZZI DOLCE SICILIANO

” CAPPIDDUZZI” DOLCE SICILIANO

I “CAPPIDDUZZI” SONO UN DOLCE TIPICO DELLA TRADIZIONE SICILIANA, PREPARATI SOPRATTUTTO DURANTE LE FESTIVITA’.

QUESTI DOLCETTI, DALA FORMA SIMILE A PICCOLI CAPPELLI, RACCHIUDONO TUTTO IL SAPORE E IL CALORE DELLE ANTICHE TRADIZIONI CULINARIE DELL’ISOLA.

PREPARALI IN CASA E’ UN ESPERIENZA CHE UNISCE FAMIGLIA E AMICI, RIPORTANDOCI INDIETRO NEL TEMPO, QUANDO LE RICETTE VENIVANO TRAMANDATE DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE.

SCOPRIAMO INSIEME COME REALIZZARE I ” CAPPIDDUZZI”!

Indice

GLI INGREDIENTI

Per l’impasto:

  • 500 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di strutto (o burro)
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bicchierino di vino bianco secco
  • Acqua quanto basta

Il ripieno:

  • 300 g di ricotta di pecora
  • 100 g di zucchero a velo
  • 50 g di cioccolato fondente a pezzetti (opzionale)
  • Scorza grattugiata di un’arancia non trattata

Per friggere:

  • Olio di semi di girasole

Per decorare:

  • Zucchero a velo
  • Cannella in polvere (opzionale)

PREPARAZIONE DEI “CAPPIDDUZZI”

  • IN UNA CIOTOLA GRANDE, SETACCIA LA FARINA E AGGIUNGI LO ZUCCHERO, IL PIZZICO DI SALE E LO STRUTTO ( O IL BURRO ) A PEZZETTI.
  • LAVORA IL COMPOSTO CON LE MANI FINO A OTTENERE UN IMPASTO SABBIOSO. AGGIUNFI IL VINO BIANCO E UN PO’ DI ACQUA, IMPASTANDO FINO A FORMARE UN COMPOSTO OMOGENEO ED ELESTICO.

AVVOLGI L’IMPASTO NELLA PELLICOLA TRASPARENTE E LASCIALO RIPOSARE PER CIRCA 30 MINUTI.

  • IN UNA CIOTOLA, LAVORA LA RICOTTA CON LO ZUCCHERO A VELO FINO A OTTENERE UNA CREMA LISCIA. SE DESIDERI AGGIUNGI IL CIOCCOLATO FONDENTE A PEZZETTI E LA SCORZA D’ARANCIA GRATTUGIATA.

MESCOLA BENE E CONSERVA IN FRIGORIFERO.

ASSEMBLAGGIO, FRITTURA E DECORAZIONE

STENDI L’IMPASTO INA SFOGLIA SOTTILE ( CIRCA 2-3 mm ) USANDO UN MATTARELLO O UNA MACCHINA PER LA PASTA.

CON UN TAGLIAPASTA O UN BICCHIERE, RICAVA DEI DISCHI DI CIRCA 8-10 CM DI DIAMETRO.

AL CENTRO DI OGNI DISCO, METTI UN CUCCHIAIO DI RIPIENO DI RICOTTA. RIPIEGA IL DISCO A META’, FORMANDO UNA MEZZALUNA, E SIGILLA BENE I BORDI PREMENDO CON UNA FORCHETTA.

SCALDA ABBONDANTE OLIO DI SEMI IN UNA PADELLA PROFONDA. FRIGGI I “CAPPIDDUZZI” POCHI PER VOLTA, FINO A QUANDO SARANNO DORATI SU ENTRAMBI I LATI.

SCOLALI SU CARTA ASSORBENTE PER ELIMINARE L’OLIO IN ECCESSO.

UNA VOLTA RAFFREDDATI, SPOLVERA I CAPPIDDUZZI CON ZUCCHERO A VELO, E SE TI PIACE, UN PO’ DI CANNELLA IN POLVERE.

SERVILI SU UN BEL VASSOIO E GOTITI QUESTO DOLCE DELLA TRADIZIONE SICILIANA.!

I CONSIGLI DELLO CHEF SUI “CAPPIDDUZZI”

I CAPPIDDUZZI SONO PERFETTI DA GUSTARE CON UN BUON BICCHIERE DI VINO DOLCE O UN LIQUORE ALLE MANDORLE.

SE PREFERISCI UNA VARIANTE PIU’ LEGGERA, PUOI CUOCERLI IN FORNO A 180°C FINO A DORATURA, ANCHE SE LA FRITTURA RIMANE IL METODO TRADIZIONALE PER ESALTARE IL LORO SAPORE UNICO.

PREPARA I CAPPIDDUZZI INSIEME AI TUOI CARI E PORTA SULLA TUA TAVOLA UN PEZZO DI SICILIA AUTENTICA!

PITTA 'NCHIUSA : LA RICETTA

PITTA ‘NCHIUSA : LA RICETTA

LA CALABRIA E’ UNA TERRA RICCA DI SAPORI, RICETTE TRAMANDATE DI GENERAZIONI IN GENERAZIONI. UNA DI QUESTE E’ SENZA DUBBIO LA “PITTA ‘NCHIUSA”.

UN DOLCE ANTICO CHE RACCONTA LA STORIA E LA CULTURA DI QUESTA REGIONE DEL SUD ITALIA. PREPARATA IN OCCASIONI SPECIALI COME:

  • MATRIMONI
  • FESTE RELIGIOSE
  • E MOMENTI DI FESTA.

ORIGINI DELLA PITTA ‘NCHIUSA

LA PITTA ‘NCHIUSA, CONOSCIUTA ANCHE COME “PITTA ‘MPIGLIATA” IN ALCUNE ZONE DELLA CALABRIA, AFFONDA LE SUE RADICI NELLA TRADIZIONE CONTADINA CALABRESE.

IL NOME STESSO, ” ‘NCHIUSA ” , SIGNIFICA “CHIUSA” O “RIPIEGATA”, E SI RIFERISCE ALLA FORMA CARATTERISTICA DEL DOLCE, CHE RACCHIUDE UN RIPIENO RICCO E PROFUMATO.

QUESTO DOLCE NASCE COME SIMBOLO DI ABBONDANZA E CONDIVISONE, UNENDO INGREDIENTI SEMPLICI MA PREZIOSI.

COME LA FRUTTA SECCA E IL MIELE, CHE ERANO SPESSO CONSIDERATI BENI DI LUSSO.

INGREDIENTI

GLI INGREDIENTI DELLA PITTA ‘NCHIUSA SONO POCHI MA SCELTI CON CURA :

  • Farina: per l’impasto esterno, morbido e friabile.
  • Olio d’oliva: per dare morbidezza e gusto all’impasto.
  • Vino bianco: per arricchire l’impasto con una nota aromatica.
  • Frutta secca: noci, mandorle e uvetta, che costituiscono il cuore del ripieno.
  • Miele: per dolcificare e legare il ripieno.
  • Spezie: cannella e chiodi di garofano, per un tocco di profumo inconfondibile.

PER L’IMPASTO:

  • 1 kg di farina 00
  • 200 ml di olio extravergine di oliva
  • 150 ml di vino bianco
  • 100 g di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • Acqua tiepida (quanto basta)

PER IL RIPIENO:

  • 300 g di noci tritate
  • 200 g di mandorle tostate e tritate
  • 200 g di uvetta ammollata
  • 200 g di fichi secchi tagliati a pezzetti
  • 100 g di miele
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • Buccia grattugiata di 1 arancia non trattata

PREPARAZIONE DELLA PITTA ‘NCHIUSA

PREPARAZIONE DELL’IMPASTO:

IN UNA CIOTOLA CAPIENTE, SETACCITE LA FARINA E MESCOLATELA CON LO ZUCCHERO E UN PIZZICO DI SALE.

AGGIUNGI L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E IL VINO BIANCO, INZIANDO A IMPASTARE .

VERSATE POCO ALLA VOLTA L’ACQUA TIEPIDA E CONTINUA A LAVORARE L’IMPASTO FINO A OTTENERE UNA CONSISTENZA LISCIA E ELASTICA.

COPRITE CON UN CANOVACCIO E LASCIATE RIPOSARE PER CIRCA 30 MINUTI.

PREPARZIONE DEL RIPIENO:

IN UNA PADELLA, SCALDATE LEGGERMENTE IL MIELE FINO A RENDERLO FLUIDO.

AGGIUNGETE LE NOCI, LE MANDORLE E I FICHI SECCHI, LA CANNELLA E LA BUCCIA D’ARANCIA. MESCOLATE BENE PER AMALGAMARE TUTTI GLI INGREDIENTI. LASCIATE RAFFREDDARE.

ASSEMBLAGGIO E COTTURA

STENDETE L’IMPASTO IN UNA SFOGLIA SOTTILE E TAGLIATELO IN STRISCIE LARGHE 10 CM. DISPONETE IL RIPIENO AL CENTRO DI OGNI STRISCIA, LASCIANDO I BORDI LIBERI.

RIEMPIEGATE LA PASTA SOPRA IL RIPIENO E SIGILLATE BENE I BORDI, ARROTOLATE LEGGERMENTE LE STRISCIE PER FORMARE UNA SPIRALE A FORMA DI GIRELLA.

DISPONETE LE SPIRALI SU UNA TEGLIA FODERATA CON CARTA FORNO.

PRERISCALDA IL FORNO A 180°C.

INFORNA LA PITTA ‘NCHIUSA E CUOCI PER CIRCA 30-40 MINUTI, FINCHE’ LA SUPERFICIE NON SARA DORATA E CROCCANTE.

SFORNATE E LASCIATE RAFFREDDARE PRIMA DI SERVIRE.

I CONSIGLI DELLO CHEF

LA PITTA ‘NCHIUSA E’ PERFETTA DA GUSTARE CON UN BICCHIERE DI VINO DOLCE O UN LIQUORE CALABRESE COME IL VECCHIO AMARO DEL CAPO.

SI CONSERVA PER DIVERSI GIORNI, MANTENENDO INTATTI IL SUO SAPORE E LA SUA FRAGRANZA.

PROVATELA E LASCIATEVI CONQUISTARE DA QUESTA DELIZIE SENZA TEMPO!

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LA CUDDURA DOLCE DELLA TRADIZIONE PASQUALE

LA CUDDURA DOLCE DELLA TRADIZIONE PASQUALE

LA CUDDURA E’ UN DOLCE TIPICO DELLA TRADIZIONE PASQUALE DEL SUD ITALIA, PARTICOLARMENTE DIFFUSO IN SICILIA E IN ALCUNE ZONE DELLA CALABRIA E DELLA PUGLIA.

CONOSCIUTA ANCHE COME “CUDDHURA”, “CODDURA” O ” ACEDDHU CU L’OVA” A SECONDO DELLA REGIONE, QUESTA DELIZIA SI DISTINGUE PER LA FORMA CARATTERISTICA E PER L’USO DELLE UOVA COME DECORAZIONE.

LA CUDDURA NON SOLO E’ UN DOLCE, MA UN SIMBOLO DI RINASCITA E DI CONVIVIALITA’ PERFETTO PER CELEBRARE LA PASQUA IN FAMIGLIA.

COSA TROVERETE IN QUESTO ARTICOLO:

Indice

ORIGINI DELLA CUDDURA

IL TERMINE “CUDDURA” DERIVA DAL GRECO “KULLURA”, CHE SIGNIFICA “CORONA”.

L’USANZA DI PREPARARE DOLCI CON LE UOVA AFFONDA LE SUE RADICI IN ANTICHE TRADIZIONI CONTADINE, DOVE QUESTO ALIMENTO SIMBOLEGGIAVA LA FERTILITA’ E LA VITA.

LE FORMA DELLA CUDDURA POSSONO VARIARE:

  • CIAMBELLE
  • CESTINI
  • COLOMBE
  • E PERSINO BAMBOLE

TUTTE ARRICCHITE DA UOVA INTERE INCASTONATE NELL’IMPASTO.

INGREDIENTI PER LA CUDDURA

ECCO GLI INGREDIENTI NECESSARI PER PREPARARE CIRCA 4-6 CUDDURE:

  • 500 g di farina 00
  • 150 g di zucchero
  • 100 g di burro (o strutto)
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina (opzionale)
  • Latte q.b.
  • Uova intere (una per ogni cuddura, con guscio) per la decorazione
  • Zuccherini colorati o granella di zucchero

PREPARAZIONE

  • IN UNA CIOTOLA CAPIENTE, SETACCIA LA FARINA E IL LIEVITO. AGGIUNGI LO ZUCCHERO, IL BURRO MORBIDO A PEZZETTI E LE UOVA.

IMPASTA IL TUTTO CON LE MANI O CON UNA PLANETARIA, AGGIUNGENDO POCO LATTE ALLA VOLTA FINO A OTTENERE UN IMPASTO MORBIDO E OMOGENEO.

  • DIVIDI L’IMPASTO IN PIU’ PORZIONI E CREA LE FORME DESIDERATE: CIAMBELLE, CESTINI O ALTRE FORME CREATIVE.

INCORPORA UN UOVO INTERO CON IL GUSCIO AL CENTRO DI OGNI CUDDURA, FISSANDOLO CON DELLE STRISCIE DI PASTA INCROCIATE.

  • SPENNELLA LA SUPERFICIE DELLA CUDDURA CON UN PO’ DI LATTE O CON UN TUORLO D’UOVO SBATTUTO.

DECORA CON ZUCCHERINI COLORATI O GRANELLA DI ZUCCHERO PER TOCCO FESTOSO.

  • DISPONI LE CUDDURE SU UNA TEGLIA RIVESTITA DI CARTA FORNO E CUOCI IN FORNO PRERISCALDATO A 180°C PER CIRCA 25-30 MINUTI, O FINCHE’ NON SARANNO DORATE.

LA TRADIZIONE DELLA CUDDURA

LA CUDDURA E’ SPESSO PREPARATA IN CASA DALLE FAMIGLIE DURANTE LA SETTIMANA DI PASQUA E REGALATA AD AMICI E PARENTI.

IN ALCUNE TRADIZIONI, LE UOVA INCASTONATE NEL DOLCE VENGONO BENEDETTE IN CHIESA PRIMA DI ESSERE CONSUMATE.

QUESTO DOLCE E’ PERFETTO DA GUSTARE A COLAZIONE O COME DESSERT, ACCOMPAGNATO DA UN BUON CAFFE’ O IN BICCHIERE DI VINO DOLCE.

PREPARARE LA CUDDURA E’ UN’ESPERIENZA CHE UNISCE TRADIZIONE, CREATIVITA’ E SAPORE.

SE NON HAI MAI PROVATO QUESTO DOLCE, LA PASQUA E’ IL MOMENTO IDEALE PER CIMENTARSI NELLA SUA REALIZZAZIONE E PORTARE UN PEZZO DI CULTURA ITALIANA SULLA TUA TAVOLA.

PROVOLA E CONDIVIDI CON NOI LE TUE CREAZIONI: SIAMO SICURI CHE TI CONQUISTERA’!

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LA PASTIERA NAPOLETANA E’ MOLTO PIU’ DI UN DOLCE: E’ UN SIMBOLO DI TRADIZIONE, CULTURA E AMORE PER LA CUCINA.

ORIGINARIA DELLA CITTA’ DI NAPOLI, QUESTA PRELIBATEZZA E’ IL DOLCE PER ECCELLENZA DELLE FESTIVITA’ PASQUALI.

MA E’ TALMENTE AMATA DA ESSERE PREPARATA E GUSTATA DURANTE TUTTO L’ANNO.

SCOPRIAMO INSIEME COME PREPARARE UNA PASTIERA PERFETTA, SEGUENDO LA RICETTA TRADIZIONALE.

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COSA TROVERETE IN QUESTO ARTICOLO:

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INGREDIENTI PER LA PASTIERA NAPOLETANA

Per la pasta frolla:

  • 500 g di farina 00
  • 200 g di zucchero
  • 200 g di burro
  • 2 uova
  • Un pizzico di sale
  • Scorza grattugiata di un limone non trattato

Per il ripieno:

  • 500 g di grano cotto (reperibile nei supermercati)
  • 300 ml di latte
  • 30 g di burro
  • Scorza di un limone
  • 500 g di ricotta di pecora
  • 400 g di zucchero
  • 5 uova
  • 2 tuorli
  • 1 bustina di vanillina
  • 100 g di canditi misti (arancia e cedro)
  • Acqua di fiori d’arancio (2 cucchiai)
  • Cannella in polvere (a piacere)

PREPARAZIONE DELLA PASTIERA NAPOLETANA

  • IN UNA CIOTOLA, MESCOLA LA FARINA CON IL BURRO A TEMPERATURA AMBIENTE FINO AD OTTENERE UN COMPOSTO SABBIOSO.

AGGIUNGI LO ZUCCHERO, LE UOVA, IL PIZZICO DI SALE E LA SCORZA DI LIMONE GRATTUGIATA. IMPASTA FINO A OTTENERE UN COMPOSTO OMOGENEO.

  • FORMA UN PANETTO E AVVOLGILO NELLA PELLICOLA TRASPARENTE. LASCIALO RIPOSARE IN FRIGORIFERO PER ALMENO 30 MINUTI.
  • IN UN PENTOLINO, SCALDA IL GRANO COTTO CON IL LATTE, IL BURRO E LA SCORZA DI LIMONE MESCOLANDO CONTINUAMENTE FINO A OTTENERE UNA CREMA DENSA E OMOGENEA.

LASCIA RAFFREDDARE!

  • IN UNA CIOTOLA GRANDE, SETACCIA LA RICOTTA E AGGIUNGI LO ZUCCHERO, MESCOLA FINO A OTTENERE UNA CREMA LISCIA.

IMCORPORA LE UOVA E I TUORLI, UNO ALLA VOLTA, POI AGGIUNGI LA VANILLINA, I CANDITI, L’ACQUA DI FIORI D’ARANCIO, UN PIZZICO DI CANNELLA IN POLVERE ( SE PIACE ).

INFINE, UNISCI LA CREMA DI GRANO AL COMPOSTO E AMALGAMA BENE.

.

ASSEMBLAGGIO E COTTURA

STENDI LA PASTA FROLLA SU UNA SUPERFICIE INFARINATA E FODERA UNA TEGLIA IMBURRATA E INFARINATA ( PREFERIBILMENTE ROTONDA ).

VERSA IL RIPIENO NELLA TEGLIA E LIVELLA LA SUPERFICIE CON UNA SPATOLA.

CON LA PASTA FROLLA AVANZATA, CREA DELLE STRISCIE E DISPONILE A INCROCIO SULLA SUPERFICIE, FORMANDO UNA DECORAZIONE A GRIGLIA.

CUOCI LA PASTIERA IN FORNO PRERISCALDATO A 180°C PER CIRCA 60-70 MINUTI, FINO A QUANDO LA SUPERFICIE SARA’ DORATA.

UNA VOLTA COTTA, LASCIA RAFFEDDARE COMPLETAMENTE E, SE POSSIBILE, ASPETTA UN GIORNO PRIMA DI SERVIRLA: I SAPORI SI AMALGAMERANNO PERFETTAMENTE.

I CONSIGLI DELLO CHEF

LA PASTIERA NAPOLETANA E’ UN DOLCE CHE RICHIEDE PAZIENZA E AMORE, MA IL RISULTATO RIPAGA OGNI SFORZO.

E’ IDEALE DA ACCOMPAGNARE CON UN BUON CAFFE’ O UN BICCHIERINO DI LIQUORE DOLCE.

RICORDA, OGNI FAMIGLIA HA LA SUA VARIANTE DELLA RICETTA, QUINDI SENTITI LIBERO DI PERSONALIZZARLA SECONDO I TUOI GUSTI.

PREPARARE UNA PASTIERA SIGNIFICA PORTARE UN PO’ DELLA MAGIA DI NAPOLI NELLA TUA CASA. NON TI RESTA CHE PROVARLA E CONDIVIDERE QUESTA DELIZIA CON I TUOI CARI!

BUON APPETITO!

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